“La vita davanti a sé” #in100parole

Pubblicato da spettacolaree il

Il 13 novembre La vita davanti a sé è uscito su Netflix; il film segna il ritorno di Sophia Loren in una pellicola cinematografica, anche se solo sul piccolo schermo.

La regia è affidata al figlio di Loren, Edoardo Ponti, che mette in scena la storia di Madame Rosa, ex prostituta ebrea sopravvissuta all’Olocausto, e del bambino Momò, che ospita in casa sua.

Andrea Marcianò ha riassunto per Spettacolaree il suo parere in 100 parole. Non una di più, non una di meno.

Sophia Loren ritorna e decide di farlo in grande stile. Il ruolo è quello di una matriarca dal trascorso tormentato in “La vita davanti a sé“, produzione Netflix con regia di Edoardo Ponti, ambientato in una Bari in cui il rapporto dicotomico passato/presente è palpabile. Ciò dona sicuramente uno sguardo critico e riflessivo alla pellicola che però presenta qualche buco di trama. Tuttavia, il complesso funziona e, grazie anche all’accoppiata Loren e Ibrahima Gueye, lo scenario offre uno spiraglio pieno di speranza in un’attualità disfattista e ignorante, ricordando un po’ quello che fece Kaurismäki dieci anni fa con “Le Havre“.

La vita davanti a sé è così descritto su Netflix:

Le vite di un’anziana ebrea e di un bambino musulmano s’intrecciano inaspettatamente quando più ne avevano bisogno.

Il trailer di La vita davanti a sé:

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